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Angela Klaun: Esperienza a Bitonto

Primo giorno in Hospice, prima stanza. Francesco era  solo quando siamo entrati la prima volta, la cosa che subito mi ha colpito nella sua stanza  è stato il silenzio che vi regnava; me ne sono andata un po’ turbata...non sarebbe stato affatto facile. Quando siamo tornati a trovarlo c’era una splendida sorpresa ad aspettarci, forse quello era uno dei suoi “giorni si” o forse aveva solo voglia di dar voce ai suoi pensieri: fin che gli tenevamo le mani ci raccontava di come stesse aspettando Quel momento ma ci teneva molto a sottolineare che non aveva paura, lui...quella sua convinzione misto a serenità mi ha lasciata senza parole, io che non riesco nemmeno a scriverla quella parola ero di fronte a un uomo che non aveva paura! come può una persona che soffre in quel modo,  accettare quello che gli sta succedendo con così tanta serenità? Io penso che ad aiutare Francesco sia stata la fede…c’è stato un momento in cui i nostri ruoli sembravano essersi scambiati, vedendo che ero emozionata e in difficoltà mi ha rassicurata dicendomi che avrebbe pregato per me e che io  avrei dovuto pregare per lui. Un’altra lezione che inconsapevolmente mi dava.   Ps: non meno intensa è stata la mia esperienza di tutt’altro registro con Zio Mimmo, un fragile vecchietto magro magro magro ma con una forza d’animo degna di nota, male o non male che sentisse trovava sempre un modo per inchiodarci li con le sue battueo e i suoi modi così dolcemente sgarbati.

Grazie Mimmo forse questo è uno dei modi migliori per reagire a un crudele desino…prenderlo in giro!!!

Angela

Giovedì 15 Settembre 2011

Giulia Klaun: Bitonto....

L’esperienza di Bitonto è stata davvero straordinaria, una settimana full immersion in un mare di emozioni,paure,ansie,tristezza,felicità,rassegnazione,rabbia,storie drammatiche e assurde, inimmaginabili a volte!

Tutte le persone che ho incontrato in una settimana mi hanno lasciato molto, hanno cambiato talvolta la mia prospettiva di vedere le cose e affrontare la vita, mi hanno insegnato a stringere i denti e a non mollare mai ,non arrendersi, anche se tutto sembra andare storto perché c’è sempre una piccola speranza dietro l’angolo, c’è sempre la possibilità di una nuova rinascita e non è mai troppo tardi per affrontare questo cambiamento!!

Ogni incontro si sa, è potenzialmente un legame, di amore, di amicizia, d’interesse, di speranza.

Cominciano sempre così, con un incontro, le vicende della nostra vita; la vita è fatta d’incontri; la stragrande maggioranza si perdono nel nulla; quanti altri invece hanno cambiato la nostra esistenza , e tu Chiara…hai davvero cambiato la mia.

Sin dal primo giorno è stato amore a prima vista, un impatto così diretto e forte da arrivare sino al cuore, al mio cuore!

Uno sguardo indifeso, debole, una vocina leggera ,talmente leggera da avvicinarsi con l’orecchio, e muovere così i primi passi insieme, in un nuovo rapporto, senza pregiudizi, paure, aspettative, solamente tu ed io.

Non servivano mille parole, discorsi infiniti e pesanti, bastavano solamente i tuoi occhioni marroni e i miei, che si incrociavano e parlavano da soli, senza inibizione ma con empatia; il tenersi per mano, sentire la fragilità e la debolezza, ma al tempo stesso una grande forza nell’afferrarmi per tenermi con sé, per non lasciarmi andare , per dirmi con un filo di voce “non andare via”.

Entrare nella stanza di Chiara era per me una gioia, uscire era una sofferenza indescrivibile, un vuoto al cuore come se mi mancasse una parte di me. Forse sembrerà assurdo, ma in così pochi giorni e ore passate con lei mi era veramente arrivata al cuore, talmente in profondità che avevo la sensazione di conoscerla da una vita.

Entrare nei sentimenti dell’altra persona è già un privilegio, un primo passo importante! Incontrarsi, cominciare a legarsi, non importa per quanto, magari per tutta la vita o solo per uno sguardo, certo è che questo legame ha lasciato segni e tracce indelebili su di me, e devo ringraziare solamente lei , Chiara!

Mi hanno sempre detto che non c’è un perché a tutto, che a volte esistono delle persone che entrano nella nostra vita e che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino, e Chiara è una di queste, è entrata nella mia vita in punta di piedi e si è creata un posticino tutto suo.. in un luogo privilegiato e riservato a pochi come il cuore, e sono felice e onorata che una parte sia riservato proprio a lei!

Ogni persona che passa nella nostra vita è UNICA, sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi … grazie Chiara per avermi lasciato così tanto e in così poco tempo, ne farò tesoro per il futuro e per le esperienze della mia vita.

Continuerò a ricordarmi di te, a tenerti stretta nel mio cuore e nei miei pensieri e a pregare per te come promesso.

“ Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo” e tu Chiara con le tue ali, hai provocato un uragano di emozioni indescrivibili, fortissime e meravigliose dentro di me! Grazie per avermi permesso di stare al tuo fianco …

Giulia

Giovedì 15 Settembre 2011

Patric Klaun: Bitonto.... la mia terza esperienza..

Questa è la mia terza esperienza a Bitonto. Parto tranquillo, ma ogni volta che in punta di piedi mi appresto ad entrare in una stanza mi accorgo che è come se fosse la prima volta. Chi incontrerò? Sarò accettato? Riuscirò a gestire gli eventi? Domande a cui solo ora posso dare una risposta e le posso dare solo per quello che ho vissuto in quei 7 giorni nell'Hospice di Bitonto. Se ci sarà una quarta volta so già da ora che le domande che qui sopra ho riportato saranno le stesse che mi porrò. Uno dei primi incontri è stato con Domenico. L'ho conosciuto il primo giorno in cui è stato ricoverato. Era sofferente, non parlava. Io e Valentina gli stringevamo le mani. Ci guardava con due occhi dolci, forse un po' rassegnati, ma una rassegnazione che sa più di accettazione per quello che da li a qualche giorno sarà il destino di tutti noi. Gli facciamo alcune domande alle quali può rispondere di si o no semplicemente muovendo la testa. Alla fine scopriamo che si chiama Domenico, che ha fatto molti lavori tra i quali il pescatore e il muratore. Ha uno spasmo. Gli diciamo che forse è meglio se lo lasciamo riposare. Ci guarda e dice di no. Ci stringe forte le mani. Rimaniamo ancora un attimo, consapevoli che in quel momento la nostra presenza è non solo accettata, ma ben gradita nonostante il dolore. In noi la speranza che la nostra presenza, tramite il calore del contatto, riesca ad alleviare quel dolore. Torniamo il giorno dopo. Domenico è seduto, sorridente. Parla come se fosse l'uomo più sano del mondo. Gioiamo di questo. Ci permettiamo qualche giochino in più. Qualche magia che lascia Domenico a bocca aperta. Salutiamo con un abbraccio. Il giorno dopo torniamo da Domenico. E' seduto, ma sofferente. Il sorriso che ieri illuminava il suo volto è di nuovo sparito. Rimaniamo rispettosi accanto a lui. Ci guarda con i suoi occhi angelici. Lo coccoliamo. Alla fine il sorriso ricompare sulle sua labbra. Gli occhi sereni. Questo è quello che ho visto, questo è quello che ho sentito dal suo contatto. Serenità. Una serenità fornitagli anche dai numerosi figli. Sono 5 con oltre 10 nipoti e già qualche pronipote. Nella stanza c'è sempre qualcuno che lo accudisce a partire dalla moglie. Chiedo a Domenico: "ma quanto bene ti vogliono tutte queste persone?". Domenico annuisce modestamente, ma un nipote interviene subito dicendo: "se tutte queste persone sono qui per lui è perché lui ha voluto bene a noi". Ora capisco la serenità negli occhi di Domenico. Capisco che quando sarà il momento, lui lascerà un'eredità che non ha prezzo. Un pezzettino di Domenico continuerà a vivere in ognuna delle persone che lo circondano. Domenico continuerà a vivere anche in me come Sabino, come Mr. Bean (Francesco), come Mauro, come Giorgio e tante altre persone che ho conosciuto in queste 3 settimane. Storie di Vita, di una Vita che come una foglia si sta per staccare dal suo ramo. Pronta a raggiungere il sottobosco. Un sottobosco che sarà nutrimento e quindi Vita per l'albero su cui altre foglie continueranno a susseguirsi e si nutriranno del bene lasciato da ogni singola foglia che si è adagiata al suolo.  

Buona Vita

Patric

Giovedì 15 Settembre 2011

Daniela: abbracci per tutti :)

Cari amici klaun e Cara, carissima Lulù non so se volevi difendere l’anonimato ma ormai ho svelato la tua identità!! Era da un po’ che pensavo anch’io di scrivere una mail di condivisione per raccontare a tutti quanto bello è stato il servizio dimercoledì…purtroppo il tempo è sempre poco e al momento sono riuscita solo a postare 2 parole in croce su faccialibro per ringraziarvi di cuore..solo una frasetta di cui però, sono sicura, voi avete carpito il significato profondo :)Senza voler sminuire gli altri servizi (ogni servizio per me si rivela speciale, e ogni collega con cui mi ritrovo a condividere quei momenti mi regala qualcosa di straordinario), quello dello scorso mercoledì mi ha donato un’emozione particolare. Sarà stato il fatto che abbiamo disubbidito alle regole e abbiamo deciso di fare anche il reparto di medicina oltre a quello previsto di fisioterapia e siamo stati accolti benissimo (molti degenti ci hanno più volte ringraziato per quello che facciamo)…sarò forse stata contagiata dall’entusiasmo dilagante dei bambini che mi hanno fatto consumare mezzo sacchetto di palloncini a forza di richieste (e approposito..grazie Nano per avermi insegnato nuove figure!!)…sarà che per te Lulù ho subito provato un affetto speciale♥, un “colpo di fulmine” oserei dire, e in un attimo sono stata travolta dal vortice di energia affettuosa che riesci ad emanare…sarà…cmq per me la serata di mercoledì resterà indimenticabile.Hai descritto alcuni episodi speciali accaduti, e anch’io ci tenevo a raccontare i momenti che mi hanno emozionato di più…il tuo abbraccio affettuoso a quella signora in compagnia del figlio (quella che aveva l’altarino colmo di fiori in camera..) che l’ha commossa a tal punto da farla piangere…e poi quando siamo entrati in camera di quella coppia di signori…io, te e Stefano ci siamo messi a parlare con il marito della signora che ad un certo punto si è girato verso la moglie che era in carrozzella e,vedendo la Lorena che la stava abbracciando,  si è rivolto a noi e ci ha chiesto: “ma…si conoscono??” e noi “no…non credo..”..e tu Lulù che allora gli hai chiesto “vuole anche lei una coccola signore?”  – “no no per carità, ninte mì quele robe lì..ghe xè xa me mojere che me cocola…”…e invece alla fine, prima di andarcene, ha accettato un mega abbraccio collettivo da tutti noi!!(insomma avrete capito che sono una coccolona anch’io…)E poi, mentre eravamo con i bambini sinti, è uscito un paziente ricoverato in medicina, si è avvicinato a me e mi ha detto: “scusate…non so se lo sapete ma da stasera qui c’è ricoverata una bambina molto piccola..”..io pensavo che ci stesse domandando di fare meno casino perché magari disturbavamo e mi sono subito scusata..e invece lui mi ha bloccata e mi fa: “no no…volevo chiedervi se poi potete passare anche da lei perché è molto spaventata..”gli occhi di quella bambina non me li dimentico più, e nemmeno quelli colmi di lacrime della mamma…ho provato a chiederle come si chiamava e che colore voleva il cagnolino, ma non parlavamo la stessa lingua..allora mi sono venuti in mente tutti gli insegnamenti di Ginevra, <<ci sono molti modi di comunicare, non solo la parola>>..e ho provato a trasmetterle qualcosa solo con il sorriso..e poi ho buttato lo sguardo in corridoio e ti ho vista ballare con un altro bambino (il fratellino? Il cuginetto??) mentre gli facevi il palloncino e la scena di voi due che improvvisavate un ballo sincronizzato mi ha fatto proprio ridere!!Capisco benissimo il tuo rammarico per non aver saputo dire nulla alla mamma, ho notato ankio la sua preoccupazione e la sua angoscia…è che sono situazioni delicate, vorresti fare qualcosa ma non ci riesci..io credo che a bloccarci sia la paura di sembrare invadenti se si cerca il contatto per una parola o una carezza..il confine tra l’essere vicini e ilsembrare/essere inopportuni è labile…Fare il clown resta comunque per me un’opera straordinaria..è il bello è che tutti lo possiamo fare, capisco i normali dubbi che ci assalgono quando ci chiediamo “ma..sarò in grado?” (compagni di corso, quante volte abbiamo discusso di questo?!), io credo che l’unica cosa indispensabile sia un pizzico di coraggio per guardare in faccia la sofferenza altrui, piccola o grande che sia, di solito siamo abituati a voltare la faccia dall’altra parte, a far finta di nulla, convincendoci che ciò che non vediamo NON esiste, col risultato che chi sta male viene ignorato o, peggio, emarginato e deve sopportare dolore anche per questo..un circolo vizioso che però possiamo spezzare!Quindi mi trovi assolutamente d’accordo con te quando inviti tutti a spargere amore ed emozioni positive in tutti gli ambiti della nostra vita…è gratis!! (anche se ammetto che sono ancora bloccata al pensiero di abbracciare calorosamente il mio capo quando arrivo in ufficio la mattina…:-∫)♥♥♥Grazie di cuore a tutti i miei compagni di corso…l’esperienza è stata indimenticabile anche e soprattutto grazie a voi…♥♥♥Grazie a tutti i klaun (vecchi e nuovi) con cui ho fatto servizio e grazie a quelli con cui lo farò prossimamente…(mi prendo avanti….)♥♥♥Grazie Erika bionda per avermi parlato per prima dell’esistenza di questa associazione!♥♥♥Grazie a chi ha fatto un po’ il clown anche con me quando ero giù…♥♥♥Grazie a tutti, ma proprio tutti, voi, sono felice di essere entrata a far parte di questo coloratissimo gruppo!!

Dani

@ Luca: hai ragione siamo fortunati perché abbiamo tutto…(per quanto miriguarda tutto apparte schei……)

@ Fabio: ho quasi finito i pallonciniiiiiiiiiiiiiii

Sabato 09 Aprile 2011

Ospite: Un Klaun tra i Klaun

Holà Pajasi, non so... volevo condividere questo con voi, qualcuno l'ha già fatto scrivendo per il servizio al Baratto, io invece lo faccio per fisioterapia. E' un po' che mancavo e sinceramente ritornarci mi ha veramente emozionata! Tra l'altro ho rincontrato la signora Maria che è da mesi lì... oggi l'ho vista non più a letto ma sulla sedia a rotelle ed ero incantata e felice di vederla sorridente e desiderosa di ritornare a casa! Mi ha regalato un grande sorriso e un bel abbraccio...e mi sentivo bene.. Poi per la prima volta ho potuto fare servizio con i pajassi del corso nuovo ed è stato veramente cool, se po dì? Mi son trovata in compagnia con Daniela e Stefano ed è stato piacevole! Oltre che fisio, siamo andati anche al reparto di medicina e lì per me è stato un momento speciale, sai quei momenti che restano per un po' nel cuore. All'improvviso nell'atrio di medicina ci hanno accolti un bel gruppo di ragazzi Sinti ( che il buon vecchio Stefano ci ha detto che non erano Rom, ma Sinti e noi ci fidiamo ed io da ignorante e lo ammetto, non sapevo cosa fossero) e lì non so come mai, ho avuto questo desiderio di stare con loro e di conoscerli un po' da vicino. Abbiamo giocato, parlato, insomma fatto conoscenza, stavo bene e loro stavano bene con noi.Li abbiamo riempiti di palloncini, sorrisi e battute e poi con il loro meravigliso sorriso ci hanno ringraziati! Sarei andata via con loro per conoscere la loro cultura,la loro vita, i loro problemi e per cantare e ballare al ritmo della loro Vita errabonda... In seguito siamo entrati nelle stanze dei degenti e un ospite ci ha chiesto di allietare una bambina del Bangladesh che aveva avuto un incidente. Come dire...fa sempre un certo effetto vedere una bimba impaurita nel letto di un ospedale, così le abbiamo fatto due coccole e Daniela le ha fatto un bel fiore. Stefano ed io nel frattempo abbiamo tenuto compagnia ad altri due bimbi, parenti della bimba e ai genitori. Ho visto e mi sono emozionata negli occhi della mamma di questa bimba...avevo voglia di abbracciarla e dirle: " Andrà tutto bene, stai tranquilla, ma non ci sono riuscita...ed ora me ne rammarico.." Cos'è che ci spinge nella vita a non poter fare determinati gesti, perchè ci fermiamo?Perchè non riusciamo a liberarci da certi schemi ed essere liberi di agire? Ecco qui, non so ancora darmi delle risposte... Alla fine, loro e altri degenti ci hanno ringraziato per aver portato un po' di luce e di sorrisi :o) Lo so non è facile fare il klaun e mi son accorta anche stasera...ci si emoziona, si piange, ci si chiede:" Ma ce la farò?" Io penso che ognuno di noi abbia la risposta, io dico solo.... Proviamoci e facciamo del bene sempre! Facciamo sentire il nostro amore in primis per noi e per il prossimo! Klaun.... facciamoci sentire non solo con la voce che è il minimo, ma con una carezza, un sorriso, una coccola o con un bel abbraccio di quelli forti e sani, non solo nelle strutture ospedaliere, ma dappertutto che sia a casa, lavoro, amici, figli... non limitiamoci, perchè NON NE VALE LA PENA! Cerchiamo di manifestare le nostre emozioni, non teniamoci tutto dentro, ci fa solo del male.. APRIAMOCI ALLA VITA! Grazie a tutti i klaun che sentono, amano e vogliono il BENE! Grazie a Daniela e Stefano che hanno condiviso con me questi attimi preziosi! Besos klaun e un abrazo! VIVA LA VIDA, VIVA L'AMOR!

Una klaun tra i klaun

 

Giovedì 07 Aprile 2011

Ospite ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Baratto - Grazie Nonni

25/09/2010

Giornata di sole al Baratto a Schio. Giornata di inaugurazione della nuova palazzina. Ambiente decisamente migliorato, almeno per quanto riguarda l'estetica. Per quanto riguarda i nostri cari nonni ricoverati, c'è sempre tanto bisogno di qualche visitina in più. Presenti all'appello: Elena Pelatina, Ernesto Che Guevara, Mino Tauro, Nicoletta, Andrea Tartaglia e Patricchio Ernesto se ne stava tranquillamente a letto quando all'improvviso ha avuto l'apparizione di Santa Nicoletta da Schio che l'ha persuaso dal starsene a letto ed ha deciso di portare un po' di sana giocosità in quel del Baratto. Risultato: "Ora sto molto meglio di stamattina prima di alzarmi". Ha sistemato la gamba ad un signore senza gamba....che si è sentito subito meglio (ovviamente ha sistemato la gamba buona, anche se il dolore purtroppo lo provava anche nella gamba che non c'è più). Elena è alla seconda esperienza al Baratto. La prima era stata disastrosa a tal punto che non ha più prestato servizio. Oggi è andata decisamente meglio ed è contenta. Forse perché c'è stato più gruppo ed è stata seguita di più. In realtà siamo rimasti tutti impressionati dalla geniale trovata che ha avuto: indossare un salopette di colore chiaro e farla disegnare, autografare, scarabocchiare dai nostri amici nonni. Abbiamo pure votato la scritta più bella: Boscato mezzo savio metto matto :-) Tiziano si fa capire a gesti. Oggi non ha usato la sua lavagnetta ma si fa capire lo stesso. Sembra divertito dalla magia del libro magico, ma ancora di più dal gioco del cappello e della pallina: è un canestro dietro l'altro....e sembra pure prendere tempo quando gli diciamo che è l'ultimo lancio....non vuole proprio che ce ne andiamo via. Grazie Tiziano. Silvia86 (86 come gli anni e non perché nata nell'86) è in gran forma e ci fa capire che gli piacciono ancora un bel po' gli uomini. Si diverte con la bacchetta magica che però nelle sue mani si affloscia....."A son tropo vecia mi, nele me mani, tuto deventa molo...." E poi Vasco....ci dice che sua moglie Antonietta si trova in camera li vicino. Ci dice di andarla a trovare. Lo portiamo con noi. Che bella coppietta. Si danno subito la manina e non se la staccheranno più finché non andremo via. E sono, se non ricordiamo male, 63 anni di matrimonio. Antonietta ha una risata coinvolgente e si lascia abbracciare e baciare di buon grado. Ne abbiamo incrociati tanti altri sul nostro cammino e li ringraziamo per ogni piccolo gesto che ci hanno voluto regalare. Un'altra giornata piena di vita.

I pajassi del Baratto

Martedì 28 Settembre 2010

Famiglia Maffei: Grazie Ragazzi....

Carissimi Nano e Andrea,volevamo dirvi che da quando siete venuti da noi a gennaio,avete affascinato i nostri figli Enzo e in partcolar modo,Giuseppe.

Sinceramente,pero'pensavo finisse tutto li',come del resto tutto cio' che ci gira intorno in quest'ultimo anno.

Poi invece da quando avete lasciato i vostri contatti skype,vi siete resi disponibili con Giuseppe,nell'ascoltarlo,nel tenergli compagnia in modo che potesse trascorrere del tempo, in modo diverso dalla sua giornata abituale.

E lui che e' sempre stato restio a comunicare con persone esterne alla famiglia,con voi si e' aperto tantissimo,perche' siete due ragazzi allegri,sinceri e tanto gentili.

Poi avete realizzato il secondo sogno di Giuseppe: (il primo ve lo lascio immaginare),poter parlare con il suo giocatore preferito Eto'o, in videoconferenza.

Che emozione e'stata per lui,ma anche per tutti noi!!!Immagino non sia stato semplice realizzare tutto questo!!!

Poi ci avete comunicato che sareste tornati da noi a Bitonto il 30 maggio,per consegnare a Giuseppe due regali :le scarpe di Eto'o e la maglia del fantastico portiere Toldo.

Cosi' e' stato,ma in realta' i regali che avete lasciato sono stati tanti:primo fra tutti la vostra presenza,avete portato una ventata di allegria e simpatia,avete dedicato a Giuseppe,ad Enzo e anche alla dolce Denise,un'intera mattinata di gioco,e che dire del bellissimo CD della videoconferenza con Toldo ed Eto'o,che avete realizzato e dedicato a Giuseppe!!!Fantastico!!!

Quando poi a fine serata,ci siamo salutati,e' sceso sui vostri occhi lucidi,un velo di tristezza...!!!

Grazie,grazie,grazie,per averci dato tanto!!!

Ci auguriamo di potervi riabbracciare al piu' presto!!!1 saluto anche al resto del gruppo...Mariella,Franco,Giuseppe ed Enzo Maffei...Spero di riuscire a mandarvi anche le foto...!

Mercoledì 09 Giugno 2010

Luisa: Esperienza che mi ha toccato....

tutto molto strano... Un 'esperienza che mi ha toccato nel profondo del mio cuore. In questi giorni ho pianto, sorriso, giocato, ascoltato e vissuto attimi intensi. Son sincera è da un po' di tempo che non mi succedeva e ne son felice!

Ho visto un'altra realtà, vera e toccante.

Ho conosciuto l'amore e la bontà negli ospiti e nei ragazzi/e delle due case di accoglienza. Ho conosciuto anche la disperazione e la rassegnazione negli occhi degli ospiti, ma nonostante ciò una grande fede che li porta avanti.

E' difficile da spiegare, aveva ragione Patric, bisogna viverle queste esperienze sulla propria pelle.

Le bimbe sono state fantastiche… Tea mi ha detto che è stata bene, perché c’erano gli amici klaun, si ricorda in particolare delle coccole di Sabrina, Fiorella, Valentina e Giulia, perciò era felice. Poi perché ha conosciuto Carlo, Iole la sua nuova nonna ed Emanuele che lo ricorda con affetto guardando il delfino che le ha regalato. Dice che ha avuto un po’ di paura quando ha visto Carlo che non stava tanto bene, ma poi tutto è passato con il suo sguardo dolce. Ha conosciuto Martino che le faceva tanti scherzi, poi ha giocato tanto con Zoe, Michele e Lucia.

Invece Zoe non se la sentiva di entrare nei reparti, perché aveva paura di vedere le persone soffrire, ma per il resto si è divertita con la gente che ha potuto conoscere.

Io invece so….

che ogni tanto parto con la fantasia e vado a ballare con Michele, un arzillo 98 enne, a Venezia in piazza San Marco,  accarezzo la testa di Maria che non ama la luce, poi vago e sto vicino a Carlo che ama cantare e prendere in giro Iole, e Iole stessa che potrebbe andare a cantare a Sanremo.... e chi poi.... ah sì tanti, tanti ancora , come Emanuele che ama la vita, ama parlare e sognare....

Ed io?

Io ascolto, imparo e sogno con loro, posso fare solo questo,. Che dici? Non è meraviglioso!

Un abbraccio

Lu

 

Giovedì 08 Aprile 2010

Fiorella: Accoglienza è Amore

A due mesi dalla fantastica settimana trascorsa a Bitonto, tante emozioni sono ancora vive dentro me: tante storie, sorrisi,lacrime, sguardi, carezze dati, ma soprattutto ricevuti!!

Tanti sono volti che ancora incontro nel cuore ripensando a quella settimana; alcuni molto probabilmente sono già ricordi, ma ricordi stupendi.

Appena arrivata ero un po’ preoccupata ..non sapevo cosa mi aspettava, non sapevo come affrontare quelle persone. Già dal secondo giorno, però, tutte queste emozioni si trasformarono in positivo. Credo che ciò sia avvenuto grazie alla splendida accoglienza che abbiamo ricevuto da parte di tutti: i parenti ci aspettavano e credevano molto in noi. Per ogni piccolo gesto che facevamo ai loro cari ci ringraziavano, con un grazie che partiva dal cuore.

 

“L’ACCOGLIENZA E’ LA PRIMA FORMA DELL’AMORE”…così stava scritto all’entrata della casa d’accoglienza delle ragazze madri.

Accogliere senza pregiudizi è l’ennesima conferma di come si può fare molto Bene in semplicità.

Mi porto a casa molti volti, sorrisi e tanta forza e voglia di vivere; forza presente in queste persone consapevoli di vivere la fase terminale della propria vita. Ma proprio per questo essi non si abbattono, ma combattono con tutta la forza che gli rimane.

 

Grazie a tutti tutti,nessuno escluso, compresi i miei compagni di viaggio!..

 

Fiore

Mercoledì 07 Aprile 2010

Valentina: Bitonto.....

Quando siamo partiti ero un po’ preoccupata..non sapevo bene cosa mi aspettava.

Arrivati mi sono sentita molto accolta, sia in aeroporto, sia nella loro “casa”.

I primi giorni ero disorientata, l’impatto con i malati terminali è stato molto forte. Anche se stanno male e sanno che da un giorno all’altro non potranno più essere in quel letto, riuscivano comunque a donarti un sorriso. Tante emozioni e bei ricordi dell’hospice: Mauro che si è messo un naso rosso, si è riempito di palloncini e veniva con noi clown a salutare gli altri ospiti che stavano anche peggio di lui; Carlo che era sempre felice di vederci e ci ha detto che lo abbiamo fatto rinascere per qualche istante; Michele che ci dava di cornutazze, faceva il maiale, cantava, recitava il detto bitontino..ecco lui ci ha detto che ogni istante, ogni attimo passato con voi è vita. Un bel ricordo ce l’ho anche di Iole, che passava molto del suo tempo al fianco di Carlo.

Nel vedere questa gioia e che io potevo far sorridere perone che non stavano bene mi sono sentita piena di energia, forte.

Un’altra emozione fortissima che ho provato è stata quando Teresa, la ragazza in coma, sentendo noi clown suonare e cantare ha mosso i piedi!! Beh.. in quel momento mi veniva da piangere. Molto probabilmente la maggior parte dei malati terminali che c’erano a gennaio ora non ci saranno più, ma sicuramente si sono sentiti un po’ in compagnia in un brutto momento e avranno sempre un bel ricordo di noi.

Alle ragazze della casa accoglienza mi sono molto affezionata, soprattutto a Blessing e Riccardo. Una sera a me e a Fiorella ci ha raccontato la sua storia; avevo la pelle d’oca, ma vedere una ragazza che ha dovuto fare certe scelte che si confidava con due clown che aveva appena conosciuto, per me è stato un grande atto di fiducia. Lei ha aperto il suo cuore a noi. Penso siano delle ragazze, delle mamme e dei bambini molto forti e coraggiosi perché non è semplice vivere così.

Anche dai malati di AIDS mi sono trovata bene, anche se preferivo stare con le ragazze madri. Non so spiegare bene il perché, forse è solo perché mi trovavo meglio con loro. E poi Giuseppe, la prima volta che l’ho visto mi ha fatto stare male. Un bambino di otto anni attaccato a sei macchine per riuscire a vivere. Mi sono subito venuti in mente i miei cugini, che per me sono come fratelli. Mi sono quindi messa nei panni di suo fratello Vincenzo. Non è per niente facile vivere con un fratello ammalato in quel modo. Mi sono sentita molto, anzi troppo fortunata. Io ho tutto e non mi manca nulla, e a volte non mi accontento ancora. Un semplice sorriso, invece per queste persone era tutto.

 

Valentina

Mercoledì 07 Aprile 2010

Nano: A silvia

Cara Silvia,

sono consapevole del fatto che tu probabilmente non ti ricorderai di me,ma volevo scriverti ugualmente.

Sono orgoglioso di avere incrociato il mio cammino con il tuo, di avere condiviso, seppur per breve tempo, attimi intensi.

Lo so, non sono riuscito a dedicarti il tempo che meritavi perchè la malattia non ce l'ha concesso, ma di sicuro un posto nel mio cuore l'hai trovato.

Vedi, il giorno della tua partenza ho sentito un vuoto immenso come se avessero privato il cielo di tutte le sue stelle.

Ho saputo reagire grazie alla tua dignità che, anche negli ultimi momenti, è sempre stata con te.

Salutami tutti e ogni tanto prova a gurdare quaggiù, avrò ancora bisogno della tua luce....

Nano

Mercoledì 07 Aprile 2010

Andrea O.: Persone che non dimenticherò

Ciao amici pajassi,

Sono qui a due mesi ormai dall esperienza di Bitonto che tutt oggi devo dire spesso mi capita nelle mie giornate quotidiane di pensare alle persone conosciute a Bitonto e avere ancora forti emozioni. Vorrei riassumere l esperienza con una frase: è stata unica e sarà indimenticabile per quanto tutte quelle persone hanno saputo darmi ognuno a modo suo.....è stato un vero e proprio vortice di emozioni !!!! Inspiegabile se dovessi spiegarlo a parole !!! Volevo perciò vivere e condividere alcuni ricordi: Silvia una delle prime ospiti conosciute e la prima che ci ha lasciati..Damiano che ha saputo sorridere e togliere le lacrime dal viso quando li abbiamo colorato il naso di rosso. Mauro che per me sarà clown ad honorem per la vitalità e la voglia di vivere e mettersi in gioco anche in un momento cosi delicato della vita, Iole perchè l ho identificata nelle mie nonne che ahime son mancate molto più giovani di lei, Margherita che con i suoi occhioni azzurri mandava forti segnali di vita....e questi un pò di ospiti dell'hospice. Siamo poi stati dai ragazzi malati di AIDS e delle ragazze madri: persone eccezionali penso volerli ricordare cosi. Sono io che all inizio soprattutto con i ragazzi malati di AIDS avevo timore forse pregiudizio ma che una volta conosciuti hanno saputo tirarmi fuori forti e forti emozioni da dentro...non son riuscito a trattenere le lacrime l ultimo giorno quando son dovuto partire e quindi mi son staccato da loro. Non dimenticherò mai le parole di Emanuele una delle persone più intelligenti e sensibili che abbia conosciuto nella mia vita. Ringrazio anche Blassing, Maria e Michela e tutti i bimbi della Casa da Accoglienza che con le loro esperienze i loro racconti e i loro sguardi mi hanno fatto capire quanti pochi gesti bastano per cambiare la giornata la vita e lo stato d animo delle persone. I loro sorrisi li porterò sempre nel mio cuore: erano sorrisi feriti ma nello stesso momento ho colto la voglia di ricominciare e la voglia di tirare fuori i sorrisi veri e una vita normale. Infine ma non da ultimo un ricordo stupendo me l ha lasciato Giuseppe: un bimbo carinissimo e dolcissimo che non dimenticherò più: è entrato nel mio cuore e una parte sarà  per sempre riservata a lui. Ha saputo con la sua semplicità simpatia e gioia farmi stare bene in una realtà molto diversa dalla mia. E' stata la passione del calcio che ci ha avvicinati e penso che sarà la rivalità sportiva a non dividerci più: come ogni squadra avrà le proprie sfide da affrontare cosi Giuseppe sta affrontando la sfida più importante della vita: vincere la malattia che l ha colpito....e io non lo vorrò abbandonare! Voglio starli vicino in quei pochi momenti liberi che ho come due tifoserie di squadre diverse che si uniscono in un gemellaggio che difficilmente si scioglie.Voglio ribadire a Giuseppe che un giorno tornerò a trovarlo a Bitonto e questo giorno non sarà fra tanto. Concludo ringraziando i miei compagni clown di avventura che mi hanno sostenuto nei momenti di sconforto che hanno condiviso le emozioni e che hanno saputo donare a me e agli altri tanti sorrisi e abbracci !!!!

Arrivederci Bitonto..... arrivederci a tutti quelli che ho conosciuto e che hanno condiviso con me questi momenti !!!!

Andrea

Mercoledì 07 Aprile 2010

xxxx: Briciola

 

 

PRIMA DI ANDARE

Un Sorriso alle passioni, agli ingenui sguardi ed alle tue celate sensazioni 

 

Un Sorriso  al dolore, alle emozioni,alle paure, solitudini e tue frustrazioni

Un Sorriso alle illusioni, follie ,tristezze e alle stanche rassegnazioni

Un Sorriso agli attimi di gioia,  alle soffocate paure ed ai deliri delle disperazioni

Un Sorriso alla tua voce al tuo cuore e all’inconsapevole coraggio

Un Sorriso al tuo timido pensare di non esser stato a questo mondo un’esistenza soltanto di passaggio.

 

Martedì 16 Marzo 2010

Michele ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): Forza ragazzi

Ciao ragazzi!!:Dsono Michele e scrivo dopo aver visitato questo bellissimo sito simpaticoooo:D non ho mai avuto l'occasione di vedervi all'opera, ma sono sicuro che i bimbi più sfortunati, ma non solo, vedono in voi quel barlume di felicità e speranza che illumina le loro giornate, magari tetre e grigie costretti in un letto di ospedale. Penso che il sorriso sia un sacrosanto diritto dei bambini, perchè non pensino che il mondo sia solo sofferenza e dolore; così come è nostro dovere farli sorridere, perchè non pensiamo di essere ormai troppo "grandi". Pur non conoscendovi di persona uno per uno, questa certezza mi deriva dalla mia amicizia con Andrea Ongaro, mio amico nonchè compagno di squadra: sono sicuro che con la sua simpatia e generosità riesce a "contagiare" qualsiasi bambino, e purtroppo(o per fortuna) sono tantissimi!!!se lui riesce in tanto, non immagino cosa possa fare una squadra di "Andrea", una formazione di affiatati pajassi sempre pronta a lottare per il prossimo, a non darsi mai vinta nella battaglia più importante, quella per la vita e per l'amore!!!forza ragazzi!a presto

Michele De Zen 

Giovedì 12 Novembre 2009

Roberta : A quasi due mesi....

"In genere si dice che quando si pensa ad un avvenimento, ad un'esperienza a distanza di qualche tempo lo si fa "a mente fredda". Per me, ritornare con la mente a Bitonto dopo quasi due mesi, al contrario accende il cuore, lo riscalda di mille emozioni, di gioia, di vita. E riaffiorano ricordi mai assopiti, ricordi fatti di sorrisi, di sguardi, di carezze, di parole, di strette di mano. Ci sono anche le lacrime, non lo posso negare, c'è il dolore, c'è la sofferenza. Ma sono quelle lacrime che scendono per dirmi che è tutto vero, che sono dentro la vita, che la sto toccando, che mi ricordano che non è mai troppo tardi per scoprire la bellezza, l'unicità, lo splendore dell'essere umano. Che nessuna storia, per quanto travagliata sia, è priva di speranza e d'amore. Negli occhi rivedo una giovane paziente dell'hospice, ricoverata in stato vegetativo a seguito di una delicata operazione al cervello: sebbene non si fosse certi del suo grado di consapevolezza, se riuscisse a sentire mi piace pensare che i piccoli movimenti della sua bocca fossero tentavi di sorridermi, di dirmi "sì, ci sono ancora, ti sento" e non semplici spasmi involontari. Mi piace pensare che la nostra presenza non sia stata solo una meteora, ma una brezza leggera che ogni tanto torna nei cuori delle tante persone che abbiamo incontrato facendo nascere un tenero sorriso. Per me è così. Una volta ho letto in un centro missionario una targa con su scritto "E ora andiamo, con un cuore nuovo". Ecco, ora il cuore nuovo ce l'ho anch'io. E per questo dono ringrazio tutte le persone dell'hospice e i loro famigliari, gli ospiti della Casa accoglienza e della Casa alloggio, i bambini, le cuoche della mensa, gli operatori, Michele, Luisa, Miriam, Angela, Francesco (perchè è un bravo ragazzo!)...e soprattutto Fabio, Patric, Nicola, Elia, Elena, Patrizia, Manuela, Erica e Federica per aver reso questa esperienza ancor più indimenticabile."

Roberta

Giovedì 08 Ottobre 2009

Fabio: Bitonto: esperienza stupenda

Ciao Michele 

Eccomi qui, qualche giorno dopo essere rientrato a casa, a qualche giorno di distanza dall’esperienza bellissima vissuta presso l’hospice. Eh si, sono proprio felice per aver passato una settimana da voi e con voi, per tanti motivi. Innanzitutto perché sono convinto che il risultato della nostra visita sia stato più che buono, penso che oltre ad aver portato una ventata di novità, di sorrisi e di amore per la vita, siamo riusciti a smuovere qualcosa che probabilmente aiuterà anche voi nel vostro lavoro. E’ difficile migliorare la situazione dei pazienti o dei parenti, visto il momento doloroso che passano dentro il vostro istituto, ma ho notato anche tanto amore per la vita che, essendo solo sopito in questi momenti, non aspetta altro che stimoli come quelli che abbiamo portato noi per uscire. Durante l’ultimo giorno tu mi hai chiesto “cosa mi porto via da questa esperienza”. Me la ripeto spesso questa domanda e ogni volta trovo un sacco di risposte. Mi porto via il ricordo di tanti occhi sorridenti, vivi, lucidi, di tanti sorrisi di gratitudine che valgono ancora di più pensando che vengono da persone che stanno vivendo una sofferenza immensa, mi porto tanti nodi in gola, uno per ogni storia sentita, storie di vita. VITA, si, perché in un posto come è l’hospice, che molti associano alla morte, io ho visto e sentito tanta VITA, tanta voglia di vivere e soprattutto la voglia di vivere pienamente ogni istante che rimane. Ogni tanto penso al clown, al nostro modo di essere clown, a come sia possibile che una figura come la nostra venga non solo accettata ma addirittura desiderata da tutti, soprattutto da chi vive la sofferenza. Sembra quasi qualcosa di magico …. Il nostro “segreto” inconsapevole me l’ha spiegato un ospite della casa alloggio malato di AIDS: “Voi siete venuti qui in maniera diversa dagli altri, senza curiosità, ci avete trattato e vi siete rapportati a noi come a persone normali, quello che siamo. E’ questo il ricordo che mi porterò di voi: delle persone semplici”. Grazie Emanuele, è un complimento bellissimo. In effetti non abbiamo nulla di speciale, siamo persone semplici che vogliono donare e condividere il proprio amore per la vita con tutti, soprattutto con chi sta passando un momento doloroso, ci piace portare uno spiraglio di luce nel buio.   Grazie Michele, a te e a tutti coloro che hanno collaborato per farci vivere questa esperienza stupenda.  

Fabio

Lunedì 21 Settembre 2009

Patric: Emozioni da Bitonto

Bitonto: incontro tra morte e vita. Uno spasmo di emozioni. Tristezza e felicità. Attorcigliamento di sentimenti. Gioia e dolore. Ma il sorriso prevale e ravviva la gioia, la felicità, in un vortice che ridona vita.

Così ho descritto a Luisa che era a casa con le nostre bimbe le sensazioni che provavo mentre ero ancora all’hospice di Bitonto.

Riconfermo tutto, anche ora che l’adrenalina è tornata a livelli normali, che le emozioni provate si sono sedimentate.

Direi che sta avanzando sempre più insistentemente la convinzione che in Puglia è successo qualcosa di speciale.

Magari solo piccoli segni, che sono però riusciti a colmare il mio cuore di una gioia immensa, come ad esempio un sms di una mamma alloggiata presso la Casa di Accoglienza: Grazie, è stato stupendo conoscervi e non riesco a trattenere le lacrime per la gioia ora, ma per il grande vuoto che ci avete lasciato. Siete specialissimi e sai, in mezzo alle tenebre è bello ogni tanto vedere una meravigliosa luce che però poi riscompare e rimane solo un grande e bellissimo ricordo, ma spero questo ricordo continui a vivere.   

Penso che sia uno dei messaggi più belli ricevuti in vita mia. Ogni volta che lo rileggo mi vengono le lacrime agli occhi. Un messaggio che trasmette molto e su cui a mio parere occorre soffermarsi un pochino.

La nostra “incursione” nelle vite di queste persone infatti non vorrei si riducesse ad un grande vuoto. Qualche giorno dopo il nostro rientro, parlando con Patrizia, è emersa forte la sensazione che  siamo riusciti a portare un tocco forte di vita, ma con la nostra partenza, ce lo siamo riportati dietro.

Rimane un bellissimo ricordo? Mi sta bene, ma se ci fosse la possibilità di trasformare questo ricordo in un qualcosa di concreto che ravvivi quotidianamente le emozioni che siamo riusciti a trasmettere in una settimana di presenza a Bitonto sarebbe decisamente meglio.

E quindi ben venga la volontà da parte di Michele, di Don Ciccio, di Tommaso, di realizzare un corso di clown terapia per formare persone che possano poi, spero almeno settimanalmente, seguire per un paio di orette queste persone che cercano semplicemente “il calore di un contatto, l’umiltà dell’ascolto, la spontaneità di un sorriso, che porta alla realizzazione di un arcobaleno di emozioni” come dice il motto della nostra associazione.

All’hospice c’è già la bellissima iniziativa di “Non solo musica”, affiancarla, magari in un giorno diverso con la presenza di clown del posto sarebbe per me magnifico.

Estendere questi servizi non solo all’hospice ma anche alla Casa di Accoglienza e alla Casa Alloggio sarebbe la chiusura perfetta del cerchio e che personalmente mi farebbe finalmente pensare che non siamo stati una semplice, per quanto bella, stella cometa sfrecciata nel cielo stellato, ma che ci siamo fermati un momento nel cielo, accendendo tante altre stelle che continueranno a donare luce e sorrisi al posto nostro. 

Patric

Sabato 19 Settembre 2009

Patrizia: Ricordi da Bitonto

Eccoci seduti sul posto assegnatoci nell'aereo di linea Bari-Verona che ci

riporterà a casa dai nostri cari dopo una inspiegabile e indimenticabile

settimana trascorsa a Bitonto e dintorni...

Ascolto il mio cuore ricolmo di gratitudine e guardo negli occhi i miei

meravigliosi 9 compagni di avventura.

Come siamo cambiati!!!

Quanta ricchezza e nuova consapevolezza si è aggiunta al nostro bagaglio di

vita.

Mi accorgo che sì forse ho dato tutto quello che potevo di me stessa, ma

sicuramente quello che ho ricevuto da tutti quelli che ho incontrato (malati,

parenti, operatori, infermieri, medici, amici, ecc...), è molto, molto di più.

Come poter spiegare e trasmettere l'abbondanza di umanità, solidarietà,

paura, amicizia, gioia, tristezza, condivisione, partecipazione, amore...che

questo tempo e questa esperienza ci ha regalato.

Augurerei a tutte le persone che amo di poter vivere una tale emozionante

avventura dove riscoprire chi sei, chi è l'Uomo, cos'è il dono della vita, che

è da sempre e per sempre.

Un sorriso, un tocco leggero, una presenza silenziosa e partecipata smuovono

le montagne e rivelano la grandezza racchiusa negli esseri umani.

 

E ora cosa rimane di tutto ciò?

 

Una profonda gratitudine per tutto quello che mi circonda e per tutto quello

che mi accade nella giornata. Vivo il presente, nel presente, con il presente e

con la gioia nel cuore.

 

Una voglia di trasmissione di tali e tanti valori.

 

Un desiderio di impegno costante di crescita personale.

 

La consapevolezza che la vita è una cosa meravigliosa in tutto il suo

dispiegarsi sia di gioia che di dolore, se solo umilmente riusciamo ad

abbandonarci con fiducia stupefatta alla creazione.

 

La certezza che l'Uomo è una creatura meravigliosa e unica, che a volte non

brilla solo perché si è dimenticato chi veramente esso sia nella sua essenza,

nel suo profondo, ma che un "SORRISO" donato e un "LIEVE TOCCO" possono far

brillare in ogni istante, anche nei momenti più insperati, la luce racchiusa in

ogni essere umano.

Patrizia

Sabato 19 Settembre 2009

Emanuela: Giornale di Bordo - Bitonto

10 giovani klaun partirono un caldo pomeriggio di agosto in direzione Bitonto-Bari.

Io ero una di quei klaun ed ero emozionata e allo stesso tempo ignara di quello che avrei vissuto.

Ad aspettarci all’aeroporto di Bari c’era la nostra guida, colui che avrebbe di lì a poco organizzato in ogni dettaglio il nostro breve soggiorno: lo psicologo Michele Galgani; e da subito tutto ci fu più chiaro.

Michele oltre ad organizzare nei minimi dettagli le nostre giornate, ci ha fornito le informazioni utili per poter intrattenere costruttivi rapporti con le persone che alloggiavano nella struttura ospedaliera.

Al di là di tutto quello che è stato l’organizzazione, mi piace ricordare le emozioni e le sensazioni provate che mi stanno accompagnando nella vita di tutti i giorni.

Sono sempre più convinta che la vita mi ha dato una grande opportunità perché ho conosciuto persone stupende, che malgrado le loro problematiche di salute o familiari, hanno potuto per un breve periodo vivere dei momenti un po’ più sereni. Hanno potuto parlare di più, essere ascoltate, aprirsi agli altri e forse capire che nella vita ci sono sempre delle possibilità di cambiare, di migliorare e di affrontare con un sorriso le situazioni più difficili.

Il ricordo va a Michela, una delle mamme accolte nella struttura dedicata alle ragazze madri in difficoltà e ai loro figli. Sono convinta che, come Lei stessa mi ha fatto intuire, il nostro passaggio non è stato vano e forse, non senza difficoltà, c’è la voglia di ricominciare e di creare un futuro migliore anche per le sue due bellissime bimbe, Alessia e Ilenia.

Vorrei concludere questa mini relazione facendo questa considerazione: quando penso all’esperienza di Bitonto non mi viene in mente sensazioni riconducibili alla morte anche se questa purtroppo ci ha sempre accompagnato fin la primissimo giorno in cui siamo arrivati; ho invece in mente il ricordo di tante persone, dei loro volti sorridenti e sereni, delle tante storie di vita che mi sono state raccontate e di quei 10 klaun che sono arrivati in punta di piedi e che, con quel loro nasetto rosso, probabilmente hanno lasciato un bel ricordo.

Emanuela

Sabato 19 Settembre 2009

Federica: Esperienza a Bitonto

Carissimi amici il viaggio a Bitonto è stata un’esperienza indimenticabile.

Inizialmente avevo un po’ di timore, perché non sapevo che reazione avrebbero avuto i pazienti e i parenti nei miei nostri confronti…forse anche un po’ preoccupata dell’effetto che avrebbe fatto tutto questo su di me…..sono partita comunque a cuore aperto, accettando tutto quello che avrei trovato e vissuto. Da subito abbiamo avuto all’aeroporto una bellissima accoglienza da parte degli infermieri, volontari e lo psicologo Michele che si è poi protratta per tutta la settimana perché sono stati tutti gentilissimi e disponibili.

I pazienti si sono fatti conoscere da subito…più in particolare Savino un paziente speciale, con una gran voglia di vivere, che ti trasmetteva forza……….mi piaceva tanto stare ad ascoltarlo, le persone come lui mi ricordano che la vita va vissuta intensamente e in prima persona e non farsi vivere….!

Poi la Sig.ra Rosa…una nonnina con un caratterino. Il primo giorno che l’ho incontrata era di buon umore…unico giorno perché poi è sempre stata incazzata con il mondo, ma una grinta ragazzi…a me comunque ha suscitato molta simpatia. Francesco che assomigliava molto a Mr. Bean, che lui mi ha preso il cuore, da subito mi ha colpito il suo sguardo e mi ha conquistata. Un uomo che soffriva in silenzio, che non si lamentava mai  e che unico suo desiderio ogni tanto fumarsi una sigaretta. C’erano sempre i suoi fratelli a fargli compagnia, mi stringeva il cuore vedere come si prendevano cura di lui e il bene che gli volevano. Mi parlava con lo sguardo e più di qualche volta mi sembrava che mi dicesse:-Tu sei una furbetta!

Un giorno ci ha fatto un regalo bellissimo, era quasi sempre a letto, si alzava poche volte, quelle volte che si sentiva di stare in piedi per fare due passi nella stanza.

Beh quel giorno eravamo fuori all’entrata dell’hospice, a un certo punto si sono aperte le porte e lui è uscito disinvolto, sguardo sicuro a fumarsi una “cicca”….ero troppo contenta di vederlo così, energico, felice.

E’ stato bello perché siamo stati accolti bene dai pazienti e parenti, si vedeva e capiva che erano felici di vederci. Abbiamo parlato, riso condiviso e a volte anche pianto.

E’ stata una settimana superintensa, impegnativa, ma ne è valsa la pena.

Questo viaggio è stato un dono bellissimo che mi porto nel cuore come anche tutti i miei amici clown con la quale ho condiviso e condivido tuttora tante belle esperienze. Sono stata fortunata e ringrazio sempre Dio, sicuramente un’esperienza da ripetere e da riproporre.

 Federica

Sabato 19 Settembre 2009

 

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